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Editoriale

Onorevoli Zinzi, Cantalamessa e Grant: se ci siete, battete un colpo

Caserta (di Antonio Arricale). Onorevole Giampiero Zinzi, senatore Gianluca Cantalamessa, europarlamentare Valentino Grant, se ci siete battete un colpo.

È assordante, infatti, il vostro silenzio, di parlamentari casertani, campani e meridionali eletti nelle file della Lega (ma vale anche per tutti) sulla diabolica perseveranza del ministro Calderoli nel volere – costi quel che costi – introdurre nel sistema istituzionale italiano l’autonomia differenziata.

Nella sostanza, di far ritornare l’Italia alla condizione geopolitica preunitaria, quando il Belpaese era soltanto “un’espressione geografica”, e ancor di più suddivisa questa volta, addirittura in venti insignificanti staterelli.

Ed ecco perché molte persone di buon senso ritengono che i rappresentanti dei nostri territori dovrebbero prendere decisamente le distanze da questo disegno pernicioso. E minacciare e, se occorre arrivare a farlo, unitamente a tutti gli altri parlamentari leghisti meridionali, di cambiare partito.

Insomma, vi si chiede – onorevoli parlamentari meridionali leghisti – di organizzare una protesta forte, di sottrarre, se occorre, quel residuo di rappresentanza meridionale che la Lega – partito minoritario in Italia e di minoranza in seno alla stessa maggioranza di governo – ancora dispone.

Ed è il motivo per cui ci si rivolge innanzitutto all’onorevole Giampiero Zinzi, cresciuto fin dalle fasce alla scuola democristiana dell’unità nazionale e solidale non soltanto per rapporti parentali, ma anche e soprattutto per formazione giuridica; e al senatore Gianluca Cantalamessa, figlio del missino Antonio, che parimenti si è nutrito fin da bambino di parole forti – patria, onore e famiglia – e che ora restano stranamente silenziosi davanti alle elucubrazioni del ministro leghista.

Peraltro, trovo davvero paradossale che a spingere sull’acceleratore di quella che nella sostanza è una secessione camuffata, sia ora proprio la coalizione di governo guidata dal partito di maggioranza relativa, Fratelli d’Italia – unico ad aver veramente vinto le elezioni – che pure si dice(va) nazionalista.

Certo, avremmo sperato che a intestarsi questa battaglia fosse anche lo “sceriffo”, il quale però, spalleggiato strumentalmente dal veneto Luca Zaia, è impegnato – ormai è evidente – soltanto a evitare il limite dei tre mandati di presidente della Regione. Ma tant’è.

È appena il caso di sottolineare, infine, che per noi meridionali – nel caso passasse la linea Calderoli – sarebbe la beffa dopo il danno, essendo già stati una volta depredati dal Nord. Sacrificio che ci è costato tanto, ma che con realismo politico abbiamo, alcuni subito, altri condiviso, pur di sedere finalmente al novero delle nazioni moderne, dopo secoli e secoli bui.

Eppure, a bocciare il disegno di legge della Lega si già incaricata la realtà delle cose: il Covid, prima e la crisi energetica, poi. Entrambi eventi che hanno mostrato l’insipienza gestionale, l’anacronismo, addirittura la fallacia del regionalismo in materie vitali per il Paese. Ma non sempre la storia è maestra di vita. Aspetto che non ci impedisce di pensare a cosa accadrebbe con l’autonomia differenziata per la scuola, i trasporti, le tasse.

E passi per i professori, in maggioranza del sud, ma che al nord con il misero stipendio che prendono, proprio non riescono a campare. E, tuttavia, davvero pensate – per dire – che con l’autonomia differenziata Giorgia Meloni sarebbe potuta andare in Algeria “motu proprio” a trovare nuovi e più convenienti fornitori di gas, senza il preventivo accordo delle Regioni? Immagino già la scena delle giarretelle! Perché anche l’energia – lo sapete – con il DDL Calderoli è materia di competenza regionale.

E pensate davvero che per la già fragile economia nazionale e, dunque, per gli imprenditori sarebbe divertente misurarsi con venti sistemi diversi di fiscalità?

Suvvia, siamo seri: onorevoli, se ci siete, fatevi sentire.

Antonio Arricale

Giornalista professionista, direttore editoriale Casertanotizie.com. Socio Terra Nostra APS

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Antonio Arricale

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