Tentato omicidio di Gennaro Rondinone, Raffaele Capone condannato a 10 anni e 7 mesi di reclusione

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Nel processo per il tentato omicidio a mezzo arma da taglio di Gennaro Rondinone avvenuto il 22 settembre dello scorso anno, Raffaele Capone è stato condannato a 10 anni e 7 mesi di reclusione dal giudice Rugarli della 3^ Sezione del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere.

Raffaele Capone, figlio di Giovanni Capone, ras dei “Mazzacane”, alias riferito ai componenti del gruppo criminale marcianisano dei Belforte, in concorso col padre, colpì il 41enne Rondinone con 4 fendenti all’addome e al torace, ferite gravi che avrebbero potuto mettere in pericolo la sua vita.

Per gli stessi fatti il padre, Giovanni Capone, lo scorso luglio è stato condannato a 8 anni e 6 mesi di reclusione.

Per gli inquirenti, nella tarda serata del 22 settembre scorso anno Gennaro e Gianfranco Rondinone, in sella ad uno scooter, si diressero presso l’abitazione di Giovanni Capone, che allora era ristretto ai domiciliari presso il parco Santa Rosalia del capoluogo casertano, al fine di chiarire una discussione sorta qualche giorno prima tra il padre dei due fratelli, e Raffaele Capone per questioni di noleggio di una vettura. Diverbio che si concluse con un pugno sferrato in pieno volto da Raffaelle Capone nei confronti del Rondinone.

Un affronto che i due fratelli Rondinone decisero di discutere recandosi a casa del Capone. Giunti al parco Santa Rosalia, Gennaro e Gianfranco Rondinone vennero raggiunti da piatti, bicchieri, stoviglie, e altro. I due si diedero alla fuga raggiungendo un supermercato di via Ruggiero, ma pochissimi attimi dopo, e ripresi anche dalle telecamere di sorveglianza del supermercato, i due Capone raggiunsero i Rondinone e da li ne nacque l’aggressione e il ferimento. Gianfranco venne colpito con un fendente ma riuscì a darsi alla fuga, Gennaro, invece, venne raggiunto da 4 coltellate.

Anche Giovanni Capone riportò una lesione provocata da un’arma da taglio all’inguine. I due feriti vennero ricoverati in ospedale.

La famiglia Rondinone è assistita dall’avvocato Giuseppe Foglia di Marcianise, del Foro di Santa Maria Capua Vetere.

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