Castel Volturno (di Lucio Seneca). La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, ha chiuso le indagini sul delitto del barbiere 38enne Luigi Izzo, avvenuto il 5 novembre dello scorso anno, a Castel Volturno per il quale sono accusati Alessandro Moniello di 50 anni e il figlio Roberto Moniello di 28.
Lo scorso maggio, sono stati disposti nuovi esami – dopo quelli di rito – e l’accusa dunque si appresta a chiedere il processo. I due indagati sono ancora in carcere: anche il “Riesame”, peraltro, confermò l’arresto confermando la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza decisi all’epoca dal GIP del tribunale sammaritano.
Alessandro Moniello è reo-confesso, mentre il figlio Roberto è accusato di concorso nel delitto avendo accompagnato il padre da Izzo.
Il barbiere, molto conosciuto nella città castellana, fu ucciso da Moniello in seguito ad una lite che aveva coinvolto il figlio Roberto, alla quale peraltro Izzo non aveva preso parte. Era stato il fratello di Izzo, infatti, ad aver litigato con Roberto Moniello.
La ricostruzione dei fatti fu eseguita sulla base delle testimonianze, in particolare della moglie e della suocera della vittima, presenti al momento del delitto.
Il papà di Roberto, prese il figlio dopo la lite e, armato di coltello da cucina, si recò in auto da Luigi Izzo: dopo averlo trovato mentre scendeva dall’auto davanti casa, lo accoltellò più volte al petto.
Moniello confessò alcune ore dopo e fece anche ritrovare l’arma del delitto, che aveva gettato in un canalone. L’omicidio si consumò a distanza di qualche ora da una rissa avvenuta in un bar della Domiziana tra il fratello di Luigi Moniello e alcuni commercianti.
Ma alla rissa, poco dopo, vi prese parte attiva anche Roberto Moniello (quel giorno stava festeggiando il suo compleanno) il quale fu colpito al volto subendo la frattura di un dito. Di qui i Moniello vollero dare una punizione al barbiere, raggiungendolo all’esterno della sua casa dove fu accoltellato.





