Caserta. «Le notizie che mi giungono da Casal di Principe, mi lasciano attonito. Non si può morire a 17 anni per questioni futili e banali e soprattutto non si può uscire di casa a 20 anni armati di coltello senza sapere ciò che può succedere.
Oggi una intera comunità si interroga su una ennesima tragedia che forse poteva essere evitata. Se da un lato proprio non tollero la dietrologia legata a questo omicidio che niente ha a che vedere con tutto ciò che Casal di Principe si porta dietro, dall’altro non possiamo fingere che nulla sia successo. La questione legata alla sicurezza e alla vivibilità è sicuramente un tema scottante e presente sui nostri territori, che si sta affrontando sia intensificando i controlli che aumentando il numero degli uomini e delle donne che pattugliano le nostre città. Resta alla base un problema di educazione generazionale, che va analizzato e contrastato nelle sedi opportune.
C’è troppa poca tolleranza nei nostri giovani, troppo poco rispetto e considerazione per la vita altrui, troppa inclinazione alla violenza che sostituisce quasi sempre il dialogo. Resta l’annoso problema della certezza della pena, soprattutto per chi non è nuovo ad episodi criminosi. Da qui che bisogna ripartire se vogliamo davvero che nessuno pianga più un figlio che non farà ritorno a casa». Lo dichiara Gimmi Cangiano, deputato casertano di Fratelli d’Italia.
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