Caserta. Ha ringraziato dal palco “Caserta” e dedicato i David di Donatello “alle ong che salvano le vite in mare e in terra e alle associazioni che costruiscono ponti e giustizia sociale“, oltre a chiedere “la fine della guerra in Palestina“.
Mamadou Kouassi Pli Adama, l’attivista ivoriano del Centro sociale Ex Canapificio di Caserta al cui viaggio migratorio per arrivare in Italia è ispirato il film “Io Capitano”, nonostante le luci delle ribalta, non ha dimenticato da dove arriva e neanche la sua missione di vita, che è di lottare per i diritti dei migranti e sensibilizzare i più giovani sulle vicende umane che portano tanti giovani, donne e bambini, ad intraprendere un viaggio verso la speranza ma ricco di pericoli e rischi.
“Sono molto contento delle 7 statuette conquistate ieri sera alla cerimonia del David di Donatello – dice Mamadou – e soprattutto quella per il miglior film è stata una sorpresa per tutti noi. Io Capitano è un film necessario, che spero adesso vedranno ancora tante altre persone, studenti, perché parla non solo della mia storia, ma della storia dei tanti e delle tante che scappano alla ricerca di una vita migliore rischiando la vita perché non esistono alternative legali.
Lunedì sei maggio – annuncia Mamadou – sarò in una scuola a Santa Maria Vetere, il 10 a San Nicola la strada e qualche giorno prima al salone del Libro di Torino”.
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