Ischia. Si continua a scavare anche con le mani fra fango e macerie a Casamicciola, il comune dell’isola d’Ischia travolto da una frana intorno alle cinque del mattino del 26 novembre. Dalle stime i dispersi sono ancora quattro, otto i corpi ritrovati, per lo più nella zona di via Celario.
Sull’isola operano 160 vigili del fuoco con 70 mezzi giunti da Campania, Lazio, Toscana, Abruzzo, Puglia, Molise. Le squadre del Corpo nazionale sono dislocate nel territorio Casamicciola: esperti in topografia applicata al soccorso, Usar (Usar Search And Rescue), Saf (Speleo Alpino Fluviali), cinofili e operatori Sapr (Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto) sono al lavoro nella parte alta di via Celario per le operazioni di ricerca. Sommozzatori giunti dalla Toscana operano con un sonar per scandagliare i fondali nello specchio di mare in prossimità del porto. Ma anche volontari della protezione civile, unità di carabinieri, polizia e guardia di finanza si muovono camminando su una enorme spianata creata dalla frana che ha livellato un’area precedentemente non uniforme, a tratti articolata in terrazzamenti, su cui si trovavano le abitazioni coinvolte.
Come testimonia una ripresa aerea effettuata da un elicottero dell’Arma, la colata di fango originata da una frana partita da un versante del monte Epomeo ha annientato tutto: vegetazione, edifici, vite.
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