Marcianise. Secondo la Procura della Repubblica di Santa Maria C.V., Pasquale Piccolo, boss dell’omonimo clan di Marcianise, percepiva il Reddito di Cittadinanza illecitamente. Ieri la requisitoria del Pubblico Ministero che ha chiesto una condanna a due anni e otto mesi per il boss dei Quaqquaroni, detenuto al regime del 41 bis nel carcere di Sassari.
L’udienza è stata celebrata nella giornata di ieri davanti al giudice monocratico del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, dott.ssa Rosaria Dello Stritto. La difesa di “Rockefeller“, alias riferito al boss Pasquale Piccolo, rappresentata dall’avvocato Massimo Trigari, ha prodotto una sentenza di assoluzione per un’analoga vicenda processuale avvenuta nei confronti di Maria Buttone, moglie di Domenico Belforte boss dell’omonimo clan di Marcianise, fazione contrapposta al clan Piccolo-Letizia, che pure aveva presentato una domanda per poter percepire il Reddito di Cittadinanza.
La tesi della difesa è che Pasquale Piccolo presentò la richiesta il 12 marzo del 2019, prima del 26 marzo dello stesso anno, data in cui entrò in vigore la Legge che imponeva di precisare nel modulo la sussistenza di una sentenze di condanna.
Anche lo stesso imputato ha voluto dire la sua, rendendo dichiarazioni spontanee, video collegato dalla saletta del carcere sardo. Il boss ha dichiarato: “Non ho percepito neanche un euro, l’ho rifiutato proprio perché mi trovavo in carcere“.
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