Capua (di Lucio Seneca). È attesa a maggio la terza udienza riguardante il processo al professor Mario Pagano, 64 anni, sovrintendente di Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Caserta e Benevento. Nell’occasione si dovrà discutere su un incarico peritale da affidare ad un consulente d’ufficio.
Il processo raccoglie due filoni d’inchiesta a firma della Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere e un coimputato, l’espositore napoletano che ha optato per il rito abbreviato. Pagano, dopo gli arresti domiciliari, è all’obbligo di dimora nell’ambito di una inchiesta-bis sulla ricettazione di opere d’arte.
Pagano fu coinvolto una prima volta a settembre dello scorso anno, con un arresto tramutato subito in divieto di dimora ed una seconda volta con una misura dei domiciliari scattata a novembre dello scorso anno, Attualmente, Pagano è quindi libero dai domiciliari con obbligo di dimora a Torre Annunziata, accusato di ricettazione di beni culturali.
Volumi, dipinti e reperti di particolare valore storico, risultati rubati in biblioteche, musei e castelli di diverse città italiane, secondo l’accusa, erano tutti nella disponibilità di Pagano, come accertato dai carabinieri del Nucleo Tpc (Tutela del Patrimonio Culturale) di Napoli che lo fermarono prima a Pastorano, durante una fiera numismatica per poi procedere ad alcune perquisizioni nelle sue residenze del Napoletano. Tra i reperti sequestrati anche il volume «Officia Sanctorum Salernitana», rubato presso la «Biblioteca Universitaria Area Umanistica Salerno»
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