Maddaloni (di Giovanni M. Mascia). Non sono state sufficienti le consulenze del pubblico ministero, delle parti civili e della difesa, per fare chiarezza sull’incidente stradale in cui perse la vita Angela Eliseo, il trentuno maggio del 2018 a Maddaloni in via Capillo.
Ieri nel corso del processo che vede sotto accusa Luigi Giaquinto è stato escusso il perito nominato nella precedente udienza dal giudice monocratico Giuseppe Meccariello del tribunale di Santa Maria Capua Vetere, il giudice aveva ritenuto necessaria un’ulteriore perizia per ricostruire la dinamica dell’incidente mortale. L’incarico prevedeva cinque quesiti circa le modalità del sinistro, la velocità della moto al momento dell’impatto e su altri dettagli forse non del tutto chiariti dalle consulenze di parte.
L’ingegnere Cusati ha eseguito il sopralluogo lo scorso 29 marzo, per visionare il luogo dell’incidente, ma ha svolto ulteriori accertamenti che hanno permesso anche di stabilire che Giaquinto viaggiava a 50/55 chilometri orari quando travolse Angela Eliseo. Cusati ha sostenuto che il motociclista non riuscì a frenare, ma cercò di effettuare all’ultimo momento una disperata manovra di aggiramento a sinistra per evitare l’impatto, ed è inoltre presumibile che percorresse la strada al centro della carreggiata.
All’avvocato di parte civile Antonello Grassi, l’ingegnere Cusati ha ribadito che non è possibile conoscere il percorso precedente di Giaquinto, da piazza della Pace alla banca perché non ci sono le riprese delle videocamere di sorveglianza e ha aggiunto che sul tratto di strada in cui è avvenuto l’incidente mortale vi erano cinque attraversamenti pedonali, anche se la segnaletica orizzontale risultava fortemente sbiadita e quella verticale era poco presente in via Capillo, in cui erano assenti anche segnali relativi ai limiti di velocità. Anche la pavimentazione non era in buone condizioni. Il perito è stato interrogato anche dall’avvocato Vittorio Giaquinto, difensore dell’imputato.
L’istruttoria dibattimentale resta aperta per eventuali depositi di memorie e verrà presumibilmente chiusa nell’udienza dell’undici settembre con la requisitoria del Pubblico Ministero e le discussioni delle parti civili, in rappresentanza del marito Salvatore Monaco, presente in aula, e di Matteo Maria e Riccardo Maria Monaco, dell’avvocato che rappresenta la Vittoria Assicurazioni, e del difensore Vittorio Giaquinto.
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