Casapesenna (Lucio Seneca). Il Procuratore Generale della Corte d’Appello di Napoli ha richiesto una pena più severa per Michele Barone, l’ex prete del Tempio di Casapesenna nella circoscrizione della Diocesi di Aversa, condannato tre anni fa dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere per violenze e abusi durante riti esorcistici non autorizzati.
Il Procuratore Generale ha chiesto infatti una condanna di 14 anni e mezzo di reclusione, due anni e mezzo a fronte della sentenza di primo grado, tenendo conto anche del reato di violenza sessuale che invece era stato escluso dai giudici del tribunale di Santa Maria Capua Vetere.
La condanna inflitta dal tribunale di Santa Maria Capua Vetere era stata di 12 anni di carcere per l’ex prete Michele Barone. Tuttavia, i giudici non ritennero provato il reato di violenza sessuale contestato a Barone nei confronti delle due vittime maggiorenni. Lo riconobbero colpevole di violenza privata, maltrattamenti e lesioni gravissime. La Procura aveva inizialmente chiesto una pena di 22 anni di reclusione per l’ex sacerdote del Tempio di Casapesenna.
Anche per i genitori di una tredicenne di Maddaloni il Procuratore Generale ha chiesto la conferma della condanna di primo grado, ovvero 4 anni, in quanto ritenuti accusati di non aver impedito le violenze subite dalla figlia, poiché credevano che fosse “posseduta dal demonio“. Nel processo fu assolto un funzionario di polizia che nel frattempo è deceduto.
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