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Cronaca

Aurora trovata morta in culla, dalle indagini: Il padre avrebbe colpito violentemente la figlia

Santa Maria a Vico. Dalla ricostruzione è emerso, tra le altre cose, che il padre avrebbe colpito violentemente Aurora, di nemmeno 2 mesi, cagionandole un “trauma contusivo-concussivo cranio-facciale, da cui sarebbe derivata una duplice frattura ossea e un ematoma subdurale emisferico sinistro, produttivo di encefalopatia da ipertensione endocranica“.

Entrambi i genitori, scrivono gli inquirenti, “pur avendo constatato una situazione di gravi sofferenze della figlia, hanno omesso di sottoporla a cure mediche cagionandone così la morte a seguito di insufficienza cardio respiratoria“.

Le attività investigative hanno consentito di accertare reiterate condotte di maltrattamenti contro Aurora sul cui corpicino sono state riscontrate contusioni, ecchimosi, escoriazioni e anche ustioni, queste ultime derivate dalla mancata prudenza nella gestione quotidiana della bambina lavata con acqua bollente, senza controllare la temperatura.

Ai genitori è contestata anche una condotta delittuosa in forma omissiva, “non avendo mai sottoposto la bambina a controlli o visite mediche dalla nascita e fino alla morte, ricorrendo a cure fai da te, utilizzando rimedi inadeguati quali applicazioni di strutto” sulle ferite e le ecchimosi.

La Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, nella giornata di oggi ha emesso una nota stampa:

Nella mattinata odierna i Carabinieri del Comando Stazione dì Santa Maria a Vico (CE) hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misura cautelare coercitiva in carcere, emessa dal GIP del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere (CE), su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di una giovane coppia di coniugi di Santa Maria a Vico (lui 26enne lei 19enne); gli indagati sono ritenuti gravemente indiziati di concorso in omicidio volontario pluriaggravato ai danni della piccolissima figlia di appena 45 giorni.

Le indagini, avviate dai militari dell’Arma subito dopo l’evento delittuoso avvenuto il 02 settembre 2023 e condotte sotto la costante direzione di questa Procura, sono state effettuate sia attraverso le tradizionali tecniche investigative (sommarie informazioni ed acquisizione di notizie) che mediante l’esame autoptico e l’analisi dei dispositivi cellulari in uso ai predetti, subito sottoposti a sequestro.

Dalla ricostruzione dei fatti è emerso, tra le altre cose, che il padre avrebbe colpito violentemente la figlia neonata cagionandole un trauma contusivo-concussivo cranio-facciale, da cui sarebbe derivata una duplice frattura ossea e un ematoma subdurale emisferico sinistro, produttivo di encefalopatia da ipertensione endocranica e che entrambi i genitori, pur avendo constatato una situazione di gravi sofferenze della figlia, hanno omesso di sottoporla a cure mediche cagionandone cosi la morte a seguito di insufficienza cardio respiratoria.

Le attività investigative hanno consentito di accertare, altresì, reiterate condotte di maltrattamenti in danno della neonata sul cui corpicino sono state riscontrate contusioni, ecchimosi, escoriazioni e anche ustioni, queste ultime derivate dalla mancata prudenza nella gestione quotidiana della bambina lavata con acqua bollente, senza previo controllo della temperatura.

Ai coniugi è contestata anche una condotta delittuosa in forma omissiva, non avendo mai sottoposto la bambina a controlli o visite mediche dalla nascita e fino alla morte, ricorrendo a cure “fai da te” utilizzando rimedi inadeguati quali applicazioni di strutto sulle sedi traumatiche.

Il 26enne è stato condotto presso la Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere (CE) mentre la 19enne presso la Casa Circondariale Femminile di Pozzuoli a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

I destinatari dei provvedimenti cautelari sono da ritenersi innocenti fino alla sentenza definitiva e le misure cautelari sono state adottate senza il contradditorio con le parti e con le difese, e il contraddittorio avverrà innanzi al Giudice terzo che potrà valutare anche l’assenza di ogni forma di responsabilità in capo agli indagati.

Redazione

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