Caserta. A Riardo, comune dell’Alto-Casertano dove si vota a primavera per il rinnovo dell’amministrazione comunale, noto perché sede della Ferrarelle, scoppia la polemica sulla costruenda isola ecologica, che diventa una “discarica intercomunale di rifiuti” con attacco al sindaco uscente, che si è ricandidato, Armando Fusco.
Una polemica alimentata anche da un articolo uscito su una testata online del posto, che non è rimasta confinata a Riardo, ma che ha fatto arrabbiare l’Eda di Caserta, l’Ente d’ambito dei rifiuti che sta realizzando la struttura, e soprattutto Legambiente, che per bocca della presidente regionale Maria Teresa Imparato, dice che “non è possibile che tutti gli amministratori locali si riempiono la bocca parlando di economia circolare, e poi si fanno polemiche su un’isola ecologica, che non è assolutamente una discarica o un impianto di lavorazione dei rifiuti, ma un punto di raccolta al servizio dei cittadini, che serve proprio ad evitare che le persone abbandonino per strada rifiuti, come per esempio capita spesso con gli ingombranti“.
L’isola ecologica che sorgerà a Riardo rappresenta uno dei cinque punti di raccolta che l’Ente d’ambito sta realizzando in provincia di Caserta. A Curti e Mondragone i lavori sono già stati completati, a Sant’Arpino sono in corso di esecuzione mentre a Parete, come a Riardo, sono partiti da poco.
L’Eda, nell’intenzione della Regione Campania che lo ha creato, dovrebbe diventare il nuovo soggetto gestore a livello provinciale dell’intero ciclo integrato, dall’impiantistica alla raccolta; e sebbene non sia ancora entrato ancora nel pieno delle sue funzioni, sta realizzando diverse isole ecologiche nel Casertano.
Per l’Eda “la realizzazione dell’infrastruttura è necessaria per implementare la percentuale di raccolta differenziata e garantire il corretto conferimento delle frazioni dei rifiuti come plastica, vetro, carta cartone, metalli, ingombranti, raee, ma non i rifiuti umidi“. L’isola ecologica sarà destinata ai cittadini di Riardo, ma è possibile in futuro che l’amministrazione riardese decida di siglare convenzioni con altri Comuni vicini affinchè anche i cittadini di questi ultimi possano sfruttare il centro di raccolta.
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